Se la notte di San Paolo (25 gennaio) è buia, del Calendario non mi prendo cura. I contadini amavano fare le “calende”, previsioni del tempo per tutto l’anno, cominciando il primo di gennaio. Il primo di gennaio, il due di febbraio, il tre di marzo, il quattro di aprile e così via. Il giorno tredici ricominciavano alla rovescia, cioè il tredici era dicembre. Il quattordici novembre fino al 24 che era di nuovo gennaio. Tenevano grande conto di queste previsioni. Tuttavia se il giorno della Conversione di San Paolo (25 gennaio) il tempo era bruto o almeno nuvoloso, le calende non erano valide. Le calende erano compito esclusivamente maschile, riservato, anzi, al reggitore detto: L’azdaur.